giovedì 16 marzo 2023

Fiammiferi

 Scatole di fiammiferi

non ne possiedo

evidentemente basta una fiamma

alla volta

di un semplice accendino arancione

trasparente

che si consuma 

più a lungo, con calma.

L'accendino è la cosa

meno precaria

che io possieda

In tutto il resto

ogni cosa della mia vita

è una scatola di fiammiferi

accessi all'istante

in simultanea

dentro la stanza

piena di spifferi

in cui cresce

morendo

ogni fiamma

Pavimenti

 C'è questa briciola

a terra

non so da dove sia

caduta


c'è una foglia

sul pavimento

questa volta

so 

    da dove è

caduta


Non so cosa sia più estraneo

al pavimento del mio salone

se la briciola

la foglia

o la mia presenza


O forse è il pavimento

il vero estraneo

a me

       alla foglia

            e alla briciola.

La sigaretta

La sigaretta mi nausea

o forse è il tabacco

rollato

al suo interno.

Provo gusto solo nel vedere scomparire

l'illuminarsi della brace di erbe essiccate

pulsante come un cuore incandescente

Sprigiona fumo,

quel cuore,

poi lentamente si sbriciola

quel cuore / acceso e pulsante

semplicemente svanisce, si dissolve.


Come la favola

che ogni giorno al risveglio

ci raccontiamo /

il vivere si accende, 

brucia,

si fa cenere

e poi

semplicemente

svanisce in invisibili monadi

di polvere fredda

nell'attesa:

    di un'altra rollata

        di un fiammifero

            di una bocca

          in cui morire nuovamente

venerdì 3 marzo 2023

L'Unicorno

 Non dico di conoscerti

perchè è difficile

che io ti conosca

non so affatto

nulla di te,

non conosco, lo dico

il numero dei tuoi capelli

(seicentosessantamilioniottocentotrentadue

almeno fino alla notte in cui contandoli

mi addormentai)


Non conosco affatto

se hai degli occhi

nè se abbiano 

il colore

di chi guarda

curiosamente

ogni evento alle mie spalle


No, non conosco nulla di te

neanche se esisti

veramente

e infatti non possono esistere

le tue orecchie

sottili

piccole, forse morbide, da cui fai

pendere altri due occhi:

riflettono o forse

assorbono inesistenze.


Non so nulla delle cose che ami, che odi

mangiare

perchè mangia solo chi esiste

e tu, non conoscendoti io,

non esisti,

non ti nutri,

non fai sparire dalla tavola

- e infatti sono ancora lì nel piatto 

primi cremosi

carni succulente

dolci e cioccolata.


No, tutto questo

io non posso saperlo

perchè non ti conosco

Come non conosco

la musica che ascolti

perchè

le passioni 

di chi come te, non esiste,

sono al limite dell'esperienza

curiosa, di chi non esiste.


No, ribadiamo il concetto, se

fosse ancora poco chiaro

- tranne a me, sia messo agli atti -

che io

non ti conosco

altrimenti avrei già preso

la tua mano e saprei contare

le dita lunghe e sottili

-10 in tutto, credo- 

armonizzate da sangue di piccione


Ma la mia di mano,

invece,

vuota / si stringe per via

della strana consuetudine

oramai a tutti nota

di non conoscere

la persona

inesistente

di cui io non conosco 

neppure il nome,

o quelle 4

lettere sarebbero incise 

nella mia coscienza:

la prima, sinuosa a sussurrarmi

nei timpani la sua inesistenza

la terza, a ribadire il concetto di

bellezza bilanciata /

le altre due a evocare consonanze 

omofone, per lasciare

la bocca spalancata

come se

all'improvviso, la persona

- che assolutamente

NON ESISTE

esistesse.


E invece niente


l'inesistenza della persona

che non conosco

spunta lieta bussando

alle radici della mia memoria


come una risata fragorosa

e nella paura

del suo essere fuori luogo, 

apre l'abisso,

sgusciante via dall'oblio

per evocare

la realtà

della persona

mai esistitta

che / non esistendo

ha avuto il coraggio

   di esistere

    qui

        ed

            ora

giovedì 23 febbraio 2023

La Scena di Bristol

 Forse il mio
è un ritardo senza orario
e domani sarà
un giorno senza lunedì
un assoluto senza tempo
ossessionato
dal morbo del groove
tum tass tutum tum tass
nello spazio liquido
vortica una voce
carezza d'acqua nel deserto
impianto cocleare
per emozioni sorde
fascino
piano
forte
ottave ascendenti
vigilia ed epifania
che non ammette resurrezioni
piramidi in movimento
elettroniche squisite
demoni in risalita
danzano feroci l'idillio
dio mio dio mio
perchè mi hai ritrovato
lasciami immerso
nel saliscendi
purgatori di misericordie
affinità
sapienza di anime blu
aritmie volubili
amare attese
partorite dal nulla
tutto
quello
che avrei mai desiderato
è qui in un me senza bisogni
altrove
folle
di una danza
orgasmo di mille nuvole
vapore carta da tè
senso
senza
fine.

venerdì 13 aprile 2012

Polmone va, polmone viene

Non so se avete presente
un Darh Vader impazzito
attendere la morte o chissà cosa attendevi
in quel letto di non vita
polmone va
polmone viene
latravi,
pallida imitazione del mastino infernale
che ti stava inseguendo

I miei occhi vergini
di corpi in via di trapasso
fotografano
attimo per attimo
polmone che va
polmone che viene
mentre l'aria scarseggia così come la vita
in via d'estinzione

L'aria ha intelligenza
fugge via dai corpi moribondi
come un amante scoperto a tradire
come i passeggeri alla deriva
polmone che va
in prescrizione
polmone che viene
abbandonato al suo disfarsi

L'aria è furba, e immorale
si perde come vomito, esplode via ogni speranza di cura,
antitesi del vaso di pandora
lascia a marcire tutti i mali nelle membra
prossime alla fine
L'aria non resta a guardare,
non si porta via gli occhi, lastre di sali argentini
impressionati a vita
dalla bestia nuova che ha preso il posto
della bestia antica.

Non c'è amnesia che deterga la mia anima
dalla camera oscura
di un ospedale
Non c'è format c: atto a sopprimere
il dato certo
della morte che aggredisce
chi dalla non vita mi ha strappato
eiaculando nel ventre
di mia madre.

venerdì 10 febbraio 2012

L'amore è, in conclusione

L'amore non è,
fa

fa scordare i pentolini sul gas
e l'acqua evapora
e tu resti come un coglione
a fissare il te che non c'è

fa scordare le moka insofferenti
fa brillare di caffè sporco i fornelli

fa scordare gli amici
le partite
fa scordare la forma vuota
di fianco al letto

fa scordare i pranzi e le cene
le vittime e i carnefici
i centri commerciali
(che ci stanno sempre bene
in una critica sociale)
fa scordare chi sei
da dove vieni ma soprattutto
perchè

ti fa scordare
come una chitarra folk
in mano a un neocatecumenale
fa dimenticare te stesso
com'eri e come dovresti essere
fa scordare tuo padre
o forse quello non ancora
fa scordare tua madre
e quella è una benedizione

per tutto quello che fa
in conclusione
l'amore è semplicemente
un principio di Alzheimer.

venerdì 3 febbraio 2012

Risparmio sul gas

Mi piaceva cucinarti
non tecnicamente
cucinare te, la tua pelle
sentirla sfrigolare
in un filo d'olio

quello che intendo
è che mi piaceva cucinare
per il tuo stomaco loquace
per la tua bocca
per ingrandire le tue feci
per farti espellere altro
che non fosse me
dalla tua vita

quello che intendevo
è che con maestria davo sapore
alle nostre giornate
perchè mi piaceva cucinare
per te che volevi tutto al punto
giusto
cucinare per te
amatriciane violente
primi succubi di condimenti
sughi pronti mai
piuttosto
insalate con pinoli e feta
innumerevoli variazioni di classici
mi piaceva cucinare per te
pollo tandoori
succose carni
strappare la vita agli elementi
trarre gusto da quei frutti inconsapevoli
della terra
al forno
patate e carote
tagliare con maestria e lame affilate
sottili listelle di guanciale
guancia a guancia
mantecare l'amore
che mi piaceva cucinare

finchè il piatto da lavare non è rimasto solo
abbandonato fra gli avanzi
freddi
ché non ho più aperto il frigo
ché te ne sei andata
e per fortuna
ho imparato
a smettere
di cucinare

ora
ho il portafoglio pieno
di scrupoli, quali scontrini
non c'è più spesa da fare
non c'è più da cucinare
e soprattutto
risparmio sul gas

venerdì 15 luglio 2011

Un cinico


- Liberamente tratta da Un Chimico di F. De André

Solo l'amore ha più vite di un gatto
più volte insolente l'ho ucciso distratto
da un mondo efficace l'ho tolto di mezzo
e se ora non vive ho finito le scorte
d'amor non si vive, preferisco la morte

Da cinico un giorno avevo il potere
di spossare le menti per farle reagire
eppure alle donne mai riuscì di capire
cosa combinassi attraverso l'amore
prendendomi gioco di gioia e dolore

ed il primo amore fu ucciso dal sesso
con cui non riuscivo a trovar compromesso
sto dentro o sto fuori risposte nessuna
tagliai dalla vita una storia, una bruna
dopo averla per ben ricoperta di brina

vero amore il secondo fu ucciso da noia
trovatemi voi un'altra rima con triste
degli occhi ho il ricordo del naso l'odore
di chi non voleva mai fare l'amore
se non contro natura per almeno due ore

al terzo la morte arrivò per davvero
che pietà di lui non mostrò neanche il clero
per quanto capissi che era ormai moribondo
da non riconoscermi campione del mondo
a un cinico basta un secondo

Il quarto lo uccise la regola d'oro
trovata l'amica, raggiunto il tesoro
ma il cuore di un cinico non mostra più il peso
in un attimo il dritto si è trovato lì appeso
nel maggio sottile di chi non si è arreso

Il suo ultimo amore lo uccise la legge
che ha pietà di un amore come il lupo di un gregge
è strano ora vivere senza soffrire
senza un volto di donna da dover riverire
o un cane da cui farsi leccare

Fui cinico e, no, non mi volli sposare.
Non sapevo con chi e chi avrei generato:
son nato in febbraio e ho l'inverno nel cuore
proprio come gli idioti che muoion d'amore
ma io nella morte ho trovato il calore.

domenica 3 luglio 2011

Banalità

E puoi dirmi dove sei
quando le parole
incessanti lobotomizzano il cervello
in pensieri distanti anni luce

Nasci solo ogni istante
in cui ti mostri
ed entri nel mio linguaggio
adornando i sospiri

E io non nasco
quando dopo le mezzanotti
ogni tradimento concesso
fa di me
Lo straniero di me.

mercoledì 8 giugno 2011

Rate 24 mesi

Dice 24 mesi nun passeno mai quanno hai da paga' le rate

de na seicento sgangherata o peggio er mutuo

ma poi voleno invece du anni e se portano via li morti lassù

che poi te sei stato er primo addall'esempio

e poi Mauretto Guido er sor Otallo

e poi pure la madre dell'inglesina

manco fossero sti 24 mesi pagamenti a rate

alla sora morte corporale

de chissà quale dobbito pubblico

ah già la vita che manco nasci e stai in debbito

Epperò so 24 mesi, du cifre l'una er doppio dell'altra

e mentre l'anni passeno la gente more

le bare aumentano e le mamme imbiancheno

i negozi chiudeno, e pure i sogni finiscono

aritornono nei cassetti che poi che celi mettete a fa

anfilateli direttamente nelle bare i sogni

insieme ale prostate i femori e i cervelli

li cani abbandonati e le signore

tutti brandelli

de debiti contratti cor padreterno

pe'ffacce gode giusto un giorno

cor padre delisanti a penzolone

l'unico baston dela vecchiaia

l'unico fucil da battajone

l'unico batacchio

de sto coione.

lunedì 30 maggio 2011

Blues for the House

Il tuo essere zoppo
è il mio
tic-tac
fuori dall'enigma della sfinge
perchè nè 2 nè 3 nè 4 sono le gambe
quando l'unico punto d'appoggio
è il dolore
che ti solleva il mondo
I muscoli atrofizzati
della consuetudine
pulsano ma su di essi
non è il mio cammino o il tuo
House of the blues
Nelle profondità serpeggia
l'adattarsi alla misantropia
dove l'uomo è tale perchè
la menzogna più grande
è pensare di essere uomo
medico di se stesso incurabile.


Esci dalla tua terra
passo falso dopo passo falso
ma dove andare quando tutta la tua terra
è già l'infinito
allora restare
in quel tumore di se stessi
che siamo noi per noi
uomini per uomini
case di noi case
allucinazioni di amori da demolire
parcheggiando l'automobile dei ricordi
nei salotti ben arredati
delle immagini prefabbricate
come ferite inferte a noi stessi
in cerca della cura
fra le carni i tendini e le pretese
di estirpare il cancro
che è la nostra esistenza
con bisturi troppo affilati
per reggere il confronto
con la logica dell'autostima.

Perchè non c'è miglior medico
di se stesso
quando piove un esercito
di bugie, siano bianche o siano nere
le bugie si risolvono
fra nuvole grigie distese nella penombra
delle notti più incerte
dove l'unico angelo della salvezza
è una malattia autoimmune
e
lupus in fabula
corpo malato per corpo malato
la necrosi come un nulla si mangia
l'ultimo
Blues for the House

lunedì 23 maggio 2011

Amuleto

essere o non essere
questo è il dilemma
tessere o non tessere
questo è il mosaico
dei giorni perduti
messere o non messere
onesto è il dilemma
e noi poveri sarti di warmhole vitali
che facciamo
se non
tessere o non tessere?

sabato 21 maggio 2011

La gabbia

L'unica mia casa
sarà la cura di una donna
per questo sono nomade
e mi rifugio
in una casa, la mia

La casa, la mia,
è una gabbia
per non morire di nostalgia
senza le cure dei qualunque

martedì 29 marzo 2011

Continueremo a scrivere

E continueremo a scrivere
finchè avremo ancora ispirazioni
e quando anco l'ispirazione
sarà esaurita

continueremo a scrivere
finchè avremo ancora delle idee
quando anco le idee saranno esaurite

continueremo a scrivere
finchè avremo ancora le mani
e quando anco le mani saranno esaurite
e non potremo più scrivere

svegliandoci e stropicciandoci gli occhi
senza più le mani
senza più le idee
senza più le ispirazioni

continueremo a scrivere
perchè a scrivere non servon certo
le ispirazioni
le idee
nè le mani